«Simme brigante e facimme paura, e cu ‘a scuppetta vulimme cantà». Recita così una delle più celebri canzoni scritte dal duo D’Angiò-Bennato, diventata ben presto un inno del Sud cantato da milioni di spiriti ribelli. Una voce alla storia negata dell’insorgenza meridionale, detta brigantaggio, che trova radici storiche anche in Costiera Amalfitana. Tra i Monti Lattari: da Tramonti ad Agerola, passando per Ravello che quel fenomeno ha deciso di studiarlo ed approfondirlo, costruendo un evento iniziato lo scorso settembre e che si concluderà sabato 27 ottobre nella frazione di Sambuco.

«Briganti, Muntagne e Tammorre» è il titolo dell’iniziativa organizzata dal Comune di Ravello, in collaborazione con la parrocchia S. Maria del Lacco/ Sambuco, l’Associazione Borghi in Festa, l’Asd Movicoast Ravello, Cartotrekking Agerola, Associazione Culturale Zeus, e che si propone di ripercorrere le orme dei briganti tra tammorre, monologhi teatrali, giochi e degustazioni. Questo perché, il fenomeno del brigantaggio, ebbe vita anche in Costiera Amalfitana così come riportano i documenti storici a partire del 1860 quando ben nove bande si organizzarono lungo l’intero territorio.

L’evento avrà inizio il 27 ottobre alle 15.30 in Piazzetta S. Pio dove si svolgerà l’appuntamento ludico “Giochiamo con i briganti” a cura del forum dei giovani. Dalle 18.30 per le vie di Sambuco apertura del percorso enogastronomico con musica e canti della tradizione popolare e alle 19.30, presso l’antica chiesa della Madonna della Pomice (qui, l’abside centrale ospita un affresco del Cristo Pantocreatore, una raffigurazione di Gesù tipica dell’arte bizantina o paleocristiana, risalente presumibilmente al Duecento) è in programma la rappresentazione teatrale “Il ritorno del brigante Pietro ‘E Lia detto l’irriducibile” a cura dell’attore e scrittore Sergio Mari.

Alle 20 la premiazione di “Giochiamo con i briganti” mentre alle 20.30 nella Piazzetta S.Pio chiuderà l’evento il concerto dei Vico Masuccio.