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Documentazione da presentare

Per i cittadini italiani

Al momento dell’appuntamento:
– Documento d’identità in corso di validità
– Codice fiscale
– Marca da bollo da € 16,00 per la pubblicazione (se uno dei nubendi non è residente nel Comune di Ravello sono necessarie due marche da bollo da € 16,00 cadauna)
– Eventuale procura speciale in originale con allegato documento d’identità in corso di validità                                                  – Copia del documento d’identità in corso di validità dei due testimoni che saranno presenti alla celebrazione del matrimonio.

Per cittadini residenti in altri comuni è necessaria la richiesta scritta (Delega) del Sindaco del comune di residenza che ha proceduto alle pubblicazioni di matrimonio.

I cittadini residenti nel Comune di Ravello che intendono contrarre matrimonio civile in altro Comune devono produrre specifica richiesta motivata, in bollo, al Sindaco. Il Sindaco trascorso il termine previsto per le pubblicazioni, richiede per iscritto (Delega) l’Ufficiale dello Stato Civile del luogo dove il matrimonio si deve celebrare.

Inoltre:
1. Per il matrimonio cattolico occorre produrre la richiesta di pubblicazione da parte del Parroco
2. Per i culti acattolici ammessi dallo Stato italiano, occorre produrre la richiesta del Ministro di Culto con l’attestazione della nomina da parte del Ministero degli Interni Italiano, escluso alcuni culti, per i quali è necessario chiedere informazioni più dettagliate.

Casi particolari:
– il minorenne, che ha compiuto 16 anni e non ancora 18, necessita del provvedimento di ammissione al matrimonio del Tribunale dei Minorenni con certificazione della Corte d’Appello;
– la donna in stato libero da meno di 300 giorni (vedova o matrimonio annullato) necessita dell’autorizzazione del Tribunale con certificazione della Corte d’Appello;
– L’art. 89 del codice civile, dispone, per la donna, il divieto temporaneo di nuove nozze se non sono trascorsi trecento giorni dallo scioglimento, dall’annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio, fatte salve le situazioni esplicitamente indicate dalle disposizioni contenute nello stesso articolo. A tale divieto è soggetto anche il cittadino straniero che intende sposarsi in Italia (art. 116 codice civile, comma 2). La donna divorziata da meno di 300 giorni deve contattare l’Ufficio dello Stato Civile al fine di stabilire se necessita dell’autorizzazione del Tribunale;
– Per i richiedenti che siano parenti, affini tra loro (zio/a, nipote, cognato/a, etc.), (art. 87 C.C.), occorre il decreto del Tribunale di autorizzazione al matrimonio, con certificazione della Corte d’Appello.

Per i cittadini stranieri

Al momento dell’appuntamento:
– Passaporto valido di entrambi gli sposi
– Copia del documento d’identità in corso di validità dei due testimoni che saranno presenti alla celebrazione del matrimonio (passaporto se stranieri);
– “Nulla osta al matrimonio” di cui all’art. 116 del Codice Civile Italiano rilasciato dall’Autorità di Rappresentanza dello Stato di appartenenza in Italia (Consolato o Ambasciata). La firma del Console o Ambasciatore deve essere legalizzata c/o la Prefettura.
Sono esenti dalla legalizzazione i seguenti Stati:
Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Macedonia, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Moldova, Romania, Serbia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia.
Se la normativa dello Stato estero lo permette, il Nulla-Osta può essere rilasciato da un’Autorità competente nello Stato di appartenenza (accertarsi della competenza contattando il Consolato o l’Ambasciata in Italia). I documenti rilasciati all’estero devono essere tradotti in lingua italiana e legalizzati dall’Autorità italiana nello stesso Stato (Consolato o reparto consolare dell’Ambasciata d’Italia) o legalizzati con Apostille (conv. Aja).

I CITTADINI DEI SEGUENTI PAESI DEVONO PRESENTARE:

Il cittadino di Austria, Germania, Repubblica Moldova e Svizzera deve produrre il “Certificato di Capacità Matrimoniale”, rilasciato dall’Ufficio dello Stato Civile del Comune di residenza (appartenenza) nello Stato di origine (esente da legalizzazione).

Il cittadino del Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna e Turchia deve produrre il “Certificato di Capacità Matrimoniale” (informarsi presso il rispettivo Consolato sull’Autorità competente al rilascio) esente da legalizzazione.

Il cittadino della Norvegia deve produrre nulla osta rilasciato dal comune di residenza, in Norvegia, tradotto da traduttore giurato in Norvegia e legalizzato con apostille prevista dalla Convenzione dell’Aja.

Il cittadino della Polonia deve produrre nulla osta rilasciato dal Comune di residenza, in Polonia, esente da legalizzazione. Se tradotto in Polonia la firma del traduttore deve essere legalizzata con Apostille.

Il cittadino della Svezia, residente in Svezia, deve produrre nulla osta rilasciato dal Comune di residenza in Svezia in lingua svedese tradotto in italiano da un traduttore giurato, che ne attesterà anche la conformità all’originale, e legalizzato con apostille prevista dalla Convenzione dell’Aja. Il nulla-osta continuerà ad essere rilasciato dall’autorità diplomatica svedese in Italia solo in caso di matrimonio da contrarre in Italia da cittadini svedesi qui residenti.

Il cittadino degli Stati Uniti deve produrre:
– dichiarazione giurata davanti al Console degli Stati Uniti d’America in Italia, la cui firma deve essere legalizzata in Prefettura, dalla quale risulti che, giusta le leggi alle quali è soggetto negli Stati Uniti, nulla osta al matrimonio che intende contrarre in Italia;
– atto di notorietà (che deve indicare ancora che il cittadino può contrarre il matrimonio in base alla legge dello Stato di appartenenza) redatto davanti all’Autorità Italiana competente: Console Italiano all’Estero, Tribunale in Italia.

Il cittadino dell’Australia deve produrre:
– dichiarazione giurata davanti al Console Australiano in Italia, la cui firma deve essere legalizzata in Prefettura, dalla quale risulti che, giusta le leggi alle quali è soggetto in Australia, nulla osta al matrimonio che intende contrarre in Italia;
– atto di notorietà (che deve indicare ancora che il cittadino può contrarre il matrimonio in base alla legge dello Stato di appartenenza) redatto davanti all’Autorità italiana competente: all’estero il Console Italiano, in Italia l’Ufficiale di Stato Civile.
Il NULLA OSTA deve indicare che non vi sono impedimenti al matrimonio secondo le leggi dello Stato di appartenenza, cognome, nome, data e luogo di nascita, cittadinanza, residenza e domicilio, stato civile e generalità dei genitori. Per la donna divorziata, vedova o con matrimonio nullo occorre, inoltre, la data di scioglimento del matrimonio. (Se tale data non è indicata nel nulla osta (o nell’atto notorio in caso di cittadino degli Stati Uniti e dell’Australia), occorre copia della sentenza di divorzio, legalizzata e tradotta.

N.B. Se il cittadino è iscritto all’anagrafe di un Comune italiano indicare, come residenza, detto Comune: se invece il cittadino non è iscritto in alcuna anagrafe italiana indicare il Comune di residenza all’estero.
Qualora nel nulla-osta non fossero indicate le generalità dei genitori è necessario l’atto di nascita che può essere rilasciato:
– nel Paese di nascita legalizzato dall’Autorità Consolare Italiana all’estero e tradotto;                                                                    – con certificato del proprio Consolato in Italia;
– su modello internazionale plurilingue, esente da legalizzazione, purchè lo Stato abbia aderito alla Convenzione Internazionale.

Per la donna divorziata o vedova o con matrimonio nullo da meno di 300 giorni, occorre l’autorizzazione del Tribunale con certificazione della Corte d’Appello.

Per il minorenne da 16 a 18 anni occorre il provvedimento di ammissione al matrimonio del Tribunale per i Minorenni con certificazione della Corte d’Appello.

Lo straniero che intende riconoscere un figlio naturale deve presentare dichiarazione di nulla osta al riconoscimento rilasciata dall’autorità consolare del proprio Paese in Italia debitamente legalizzata in Prefettura.