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comunicati stampa

Ravello. Vuilleumier: “Eventi della Fondazione del 24 e 25 aprile, non ci saremo”

24 aprile 2015

 Il sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier, ha annunciato “con disagio istituzionale e rammarico personale” che non sarà presente agli eventi in programma per oggi, “Villa Rufolo Mille Anni di Magia”, e domani, “Villa Rufolo la Torre Maggiore per la prima volta aperta al pubblico”, promossi dalla Fondazione Ravello.
“Anche dopo la nomina del commissario della Fondazione, Antonio Naddeo – ha dichiarato Vuilleumier – sono continuati gli atteggiamenti prevaricatori e irrispettosi dell’autonomia della Fondazione da parte della Regione Campania, che ha annullato la delibera del 5 febbraio 2015 con cui un consiglio di indirizzo, legittimamente designato, e regolarmente insediato, aveva indicato quale presidente il sottoscritto”.
“E che si tratti di un vero e proprio “atto emulativo” – aggiunge il sindaco – si coglie con immediatezza, solo che si consideri che successivamente avevo rassegnato le mie dimissioni dall’incarico che avevo ritenuto di accettare nell’interesse della città di Ravello e con spirito di responsabilità. E’ in corso di pubblicazione, inoltre, un nuovo provvedimento della Regione, del cui contenuto al momento non si ha conoscenza, ma che è facile prevedere non sarà favorevole alla permanenza del consiglio di indirizzo”.
“Questa amministrazione – spiega Vuilleumier – sarà sempre pronta a dialogare e collaborare con la Fondazione e il commissario Naddeo, delle cui doti di imparzialità ed equidistanza non si dubita, ma non può accettare la logica per cui il successo del Ravello Festival e degli importanti eventi correlati dipendano solo e soltanto da pochi uomini, sempre gli stessi”.
“Così come inaccettabile – conclude il primo cittadino – è lo stravolgimento delle regole di funzionamento democratico del consesso, il consiglio generale di indirizzo, statutariamente destinato a guidare la Fondazione verso gli obiettivi che i soci fondatori e ordinari, per il tramite dei componenti da essi designati, ritengono possa essere utile perseguire. Regole che l’intervento della Regione Campania, celato sotto le mentite spoglie della dovuta vigilanza, ha forzatamente messo fuori gioco”.