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La “tammurriata”

Fino a qualche anno fa, la tammurriata, cioè la musica ottenuta dalla percussione di grossi tamburi di pelle di capra unita a movimenti di danza che seguono il ritmo e coinvolgono anche i musicisti, era quasi scomparsa, rimanendo una prerogativa di un’unica festa, quella in onore della Madonna Avvocata sul monte Falerzio, che domina Maiori. Una fase di riscoperta e di diffusione del sostrato identitario che caratterizzava questa forma musicale, grazie alla creazione di gruppi che hanno fatto conoscere la musica popolare, ha fatto sì che la tammurriata divenisse la musica tipica di ogni festa popolare e non è difficile, in occasione soprattutto di feste religiose o tradizionali che si svolgono in montagna, ascoltare già da lontano il suono dei tamburi e i canti, rigorosamente di uomini (le forme più colte hanno previsto il canto femminile), che sembrano incitare all’azione.