Il Festival Wagneriano

Negli anni ’50 del 1900, un albergatore ravellese, Paolo Caruso, capì che per arricchire l’offerta turistica ravellese occorreva creare un’occasione che si rivolgesse ad un pubblico di raffinati visitatori e, recuperando il ricordo della brevissima visita del musicista tedesco Richard Wagner, il 26 maggio del 1880, e di quanto si raccontava di quella visita, lanciò l’idea e collaborò alla realizzazione di una settimana di concerti, tra giugno e luglio, che riportassero a Ravello la buona musica classica, dedicando una serata alla composizione del musicista tedesco, che ebbe ispirazione dal giardino di Villa Rufolo, il Parsifal. E intuizione ancora più importante, i concerti si tenevano in quel luogo che aveva ispirato Wagner, il magico giardino di Klingsor, con un palco costruito all’esterno del giardino, in modo che allo spettatore apparisse sospeso tra il cielo e il mare. Le difficoltà da superare non furono poche considerando che Villa Rufolo era allora privata e i giardini venivano fittati per poter svolgere la manifestazione. Nonostante tutto ciò nel corso dei decenni sono state portate a Ravello le migliori orchestre nazionali ed internazionali. Il Festival di Ravello, che, a partire dal 2003, ha accolto in sé l’idea di quello wagneriano e copre con la sua programmazione la stagione estiva,   si è aperto  a impulsi stilistici innovativi: dall’utilizzo di testi letterari all’approccio con le arti musicali arabe e giudaiche della Spagna medievale, ai recital delle pop star, ai concerti jazz. Molto suggestivo è il Concerto dell’Alba, eseguito quando la notte cede il passo al giorno nella notte delle stelle cadenti, il 10 agosto.