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La minestra “maritata”

Il nome la dice lunga sulla ricchezza di questo piatto, che veniva preparato in occasione di particolari eventi: la minestra si “marita”, cioè si sposa con la carne arricchendosi e diventando piatto unico, soprattutto in periodi in cui non c’erano grosse disponibilità economiche per mangiare carne tutti i giorni. È un piatto che ha resistito nella tradizione ed oggi viene preparato anche indipendentemente dai giorni di festa. La minestra maritata è un piatto molto conosciuto che nonostante l’evolversi della tradizione culinaria è riuscita a mantenere il proprio posto nel pranzo del giorno di Pasqua. Il marito di questa minestra corrisponde allo stomaco del maiale e a qualche osso, entrambi salati. Scarole, verze, tornelle, cardoni e qualche rametto di tenero finocchietto incontrano le parti più nobili del maiale:  “noglie e pezzente”, parti dello stomaco del maiale e in alcuni casi il “gamboncello”, cioè la parte posteriore del prosciutto.