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Storia Religiosa

La storia religiosa ravellese inizia almeno un secolo prima dell’elevazione della città a sede vescovile nel 1086. La presenza di cenacoli benedettini, il maschile nell’abbazia di San Trifone  e quello femminile del Monastero della SS. Trinità, risalgono almeno al secolo precedente e svolsero un ruolo religioso e culturale, nonché politico, importante, tanto che al momento della creazione della sede vescovile il primo pastore fu un benedettino proveniente da S. Trifone. Quando Ruggiero II, per motivi più politici che religiosi, chiese a Papa Vittore III, già abate di Montecassino, la creazione della sede vescovile a Ravello, la città cominciava ad affrancarsi dall’influenza della vicina Amalfi, pur condividendone ancora il ruolo politico ed economico nel Mediterraneo. Circa quattro anni dopo il papa Urbano II concesse a Ravello il privilegio di non dipendere dal vescovo amalfitano ma di essere soggetta direttamente alla Santa Sede. Questo privilegio fece sì che Ravello, al pari di Amalfi, accogliesse importanti reliquie che ne rafforzavano anche il ruolo politico. Non è stata ancora definita una data certa in cui fu portata qui la reliquia più importante della Chiesa ravellese, il sangue del martire nicomediense S. Pantaleone, anche se testimonianze indirette raccolte negli scritti delle sacre visite che l’autentica del Sangue del martire fosse contenuta in una pergamena del 1112 per mano del secondo vescovo, Costantino Rogadeo. Oltre alla chiesa principale, dedicata alla Vergine Assunta in cielo, sede del Vescovo, il sentimento religioso locale ispirò la costruzione di numerosissimi altri edifici di culto; la tradizione vuole che a Ravello esistessero circa 100 chiese, di cui alcune importanti non solo dal punto di vista religioso ed architettonico ma anche politico, essendo luoghi dove la nobiltà e il popolo si riunivano in occasione di incarichi o momenti particolari della storia ravellese. Durante la storia del Vescovado ravellese, ci fu un momento nel XVII secolo in cui Ravello e Scala cominciarono a dipendere da un solo vescovo, sicché le due città videro unificata la sede vescovile. La storia del vescovado si concluse con le leggi di soppressione del 1818, allorché fu deciso che le sedi vescovili con rendite esigue ne perdessero il titolo. Il provvedimento generò a Ravello il malcontento del popolo che, affidandosi alle personalità più in vista nel paese, si rivolsero direttamente al Re con uno scritto, conservato nell’Archivio della ex Cattedrale ravellese, in cui si riferiva dell’antichità di questo vescovado e la non necessità di grandi rendite per la sua sopravvivenza in quanto, essendo Ravello quasi irraggiungibile per l’assenza di strade, il vescovo non doveva avere un curia numerosa perché nessun personaggio illustre sarebbe mai arrivato. Ma la soppressione ci fu e a ricordo del glorioso passato, la Chiesa ravellese nel 1918 riottenne da Papa Benedetto XV il titolo di Basilica Minore (nel pilastro destro del presbiterio vi è l’epigrafe che ricorda l’evento) e poi dal 1969 quello di Cattedrale con un Vescovo Titolare, che non ha funzione pastorale, in quanto Ravello dipende dalla Diocesi di Amalfi-Cava dei Tirreni.

La successione dei Vescovi nei secoli, secondo quanto emerso dagli studi di Mons. Giuseppe Imperato, che ha dedicato molta della sua attività di storico alla ricerca nei documenti che costituiscono il complesso Archivio religioso ravellese, è la seguente:

Orso Papice, monaco benedettino, 1086(?) – 1090/1094

Costantino Rogadeo, patrizio ravellese, 1094 – 1150

Giovanni Rufolo, 1150-1209

Pantaleone Pironti, patrizio ravellese, 1210-1220

Leone Rogadeo, 1220-1229

Pietro de Plano, 1230 (?)- 1269

Pietro di Durazzo, monaco benedettino, 1275 (?) -1284

Tolomeo, monaco dell’Ordine Eremitano di S. Agostino, 1286 – ?

Gervasio di Corminaco, dopo la rinuncia del Vescovo voluto da parte dei canonici ravellesi, Giovanni Allegri, 1291-1320

Francesco Castaldo, nobile ravellese, che fu riconosciuto vescovo dal Papa Giovanni XXII, al posto di Giacomo, eletto da una parte dei canonici, 1322- 1362

Sergio Grisone, nobile oriundo ravellese, 1363-1379 (divenne Arcivescovo di Amalfi)

Roberto Russo, monaco benedettino, 1379 – 1397(?)

Andrea Fusco , già Vescovo di Scala, 1397-1400 (divenne Vescovo di Venosa)

Pellegrino Rufolo, 1400-1401 (morì di peste)

Ludovico Appenditano 1401-1407

Nicola De Doncellis, fatto Vescovo dal Papa legittimo Gregorio XII nel 1409 e rimosso  da Papa Giovanni XIII, illegittimo, per far posto ad un monaco benedettino Franzone

Astorgio (o Ettore) Agnese (o Agnense), 1413-1418

Martino de Groniano (o Gragnano), 1418 -1420

Nicola De Doncellis, 1420- ?

Benedetto de Paradosso, ?-1427

Fra Giovanni 1427-1429

Goffredo de Porcariis  1432 -?

Fra Lorenzo da Napoli, francescano, 1435- ?

Lorenzo De Riccis, nobile fiorentino, 1439 – 1455

Nicola Campanile, abate di S. Trifone, 1455-1456

Fra Domenico Mercari, dell’Ordine dei Predicatori, 1456-1489

Cosimo Setario (o Setaro), 1489-1506

Francesco Lavello, monaco cartesiano, 1506-1509 (?)

Nicola Godescalco 1509 -1528

Sereno De Astoriis, 1528 – 1529

Fra Bernardino di Soria 1529 – 1536

Francesco Cardinale Guignon, amministratore, 1536-1536

Antonio Lunello, 1537 – 1541

Giovanni Mohedano, 1541-1549

Ludovico Beccadelli, 1549 – 1555

Ercole Tombesio 1555-1570

Paolo Fusco, coadiutore di Tombesio dal 1568, vescovo 1570-1578

Emilio Scattaretica 1578 – 1590

Paolo De Curtis, 1591 – 1600

Antonio De Franchis 1600 – 1603

Francesco Bennio De Butrio, dell’Ordine dei Serviti, dal 1598 Vescovo di Scala, Vescovo di Ravello 1603-1617

Michele Bonsio, dell’Ordine dei Minori Osservanti, Vescovo di Ravello e Scala, 1617-1623

Onofrio del Verme, 1624-1637

Celestino Puccitelli, 1637-1641

Bernardino Panicola, Vescovo di Ravello e Scala, 1642 – 1666

Giuseppe Saggese, Vescovo di Ravello e Scala, 1667 – 1694

Luigi Capuano, Vescovo di Ravello e Scala, 1694-1705

Nicola Rocco, Vescovo di Ravello e Scala, 1706-1707

Giuseppe Maria Perimezzi, Vescovo di Ravello e Scala, 1707-1714

Sede vacante per quattro anni a causa degli scontri tra Chiesa e Regno Austriaco

Nicola Guerriero, Vescovo di Ravello e Scala, 1718 – 1732

Fra Antonio Maria Santoro, dell’ordine dei Minimi di S. Francesco di Paola, Vescovo di Ravello e Scala 1732-1741

Biagio Chiarelli, Vescovo di Ravello e Scala, 1741-1765

Michele Tafuri, Vescovo di Ravello e Scala, 1765-1767

Fra Nicola Molinari, Vescovo di Ravello e Scala, 1778-1783

Fra Silvestro Miccù, Vescovo di Ravello e Scala, 1792-1804